Lirio Abbate racconta “Carminati e il Caveau dei misteri d’Italia”

Giovedì 26 ottobre dalle 22 la serata iniziale del festival Conversazioni sul futuro si concluderà con un incontro/spettacolo del giornalista d’inchiesta e inviato dell’Espresso Lirio Abbate dal titolo “Carminati e il caveau dei misteri d’Italia”.

Questa assurda storia d’Italia era stata raccontata dal giornalista del libro “La lista. Il ricatto alla repubblica di Massimo Carminati“, edito da Rizzoli. Luglio 1999: Massimo Carminati svuota il caveau della banca all’interno della città giudiziaria di Roma. Un’azione spettacolare: un commando riesce a saccheggiare in tutta calma alcune delle cassette di sicurezza della banca più sorvegliata d’Italia, senza sparare, senza forzare neppure un lucchetto, senza far scattare il doppio sistema d’allarme. Un colpo da 18 miliardi, ma Carminati, allora sotto processo per l’omicidio Pecorelli, non cerca i soldi. Ha in mano una lista di 147 cassette di sicurezza di magistrati, avvocati, funzionari alcuni connessi con i più grandi misteri d’Italia: dalla strage di Bologna alla P2, dal delitto Pasolini all’omicidio Pecorelli, dalla Banda della Magliana a Cosa nostra. Diciotto anni dopo, Lirio Abbate ha trovato le prove dell’esistenza di questa lista e racconta chi erano i derubati e come Carminati è riuscito a impossessarsi di documenti scottanti per ricattare magistrati. Perché il colpo al caveau segna nella storia criminale di Roma un cambio di marcia irreversibile, per i modi con i quali viene messo a segno, i risultati ottenuti e il movente: un grande ricatto allo Stato e alla Giustizia. C’è un filo nero che riconduce tutte le vittime del colpo a delitti, stragi, poteri occulti e misteri ancora aperti in una spy story alla romana, dove i protagonisti assomigliano a personaggi della commedia all’italiana: Gnappa, il Mago delle vedove, il Mostro, il Prete, Mollica, Sbirulino e il Cassiere. E invece è una realtà che va raccontata per la valenza simbolica del luogo violato e per l’inquietante capacità di penetrazione corruttiva che può arrivare fin dentro le istituzioni. Confermando ancora una volta che sul ricatto si fondano molte storie politiche del nostro Paese.

Lirio Abbate caporedattore a “L’Espresso”, è autore di reportage sulle mafie, corruzione e collusioni fra boss e politici. Nel 2014 Reporters sans frontières lo ha inserito fra i “100 eroi dell’informazione” e nel 2015 a Londra, Index on Censorship lo ha annoverato tra le 17 personalità che nel mondo lottano per la libertà di espressione. Con Peter Gomez ha scritto “I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento” (Fazi 2007), e con Marco Lillo il libro-inchiesta su mafia Capitale “I re di Roma” (Chiarelettere 2015). Con Rizzoli ha pubblicato nel 2013″ Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il Paese dalla ’ndrangheta” e pochi mesi fa “La lista. Il ricatto alla repubblica di Massimo Carminati”.

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